TAX TALKS N.3 Imposta patrimoniale, quali scenari futuri. Ne parliamo con l’avv.to tributarista Marco Cerrato

Abbiamo deciso di dedicare questo podcast della serie tax talks a questo tema: Quali sono le probabilità e le condizioni che possa essere introdotta una nuova forma di tassazione di imposta patrimoniale e quale forma potrebbe avere? Ne parliamo con l’avv.to tributarista Marco Cerrato dello Studio Maisto e Associati. 


Trascrizione podcast:

Benvenuti nello spazio Tax Talks, Podcast dello studio Paolo Gaeta, un'area dedicata a commenti, interviste ad esperti di diritto tributario, per comprendere meglio insieme come funziona e in che direzione si muove il sistema fiscale italiano. Idee, riflessioni e confronti di valore. Collegatevi al sito www.studiogaeta.com per ascoltare i nostri podcast ed essere aggiornati sulle iniziative dello Studio Paolo Gaeta trust and estate practitioner.


E' difficile pensare che in tema di tassazione ci sia qualcosa che non sia stato detto o tentato nella storia. Per esempio, già nell'antica Grecia fu introdotta l'imposta patrimoniale per finanziare guerre o eventi eccezionali. Era dovuta ad Atene anche dai minorenni ed era calcolata sull'intero patrimonio immobiliare e mobiliare. Il contribuente doveva autodenunciare con evidenti rischi di frode che si tentava di contrastare severamente, ancora ai nostri giorni in Italia, nei momenti di particolare difficoltà per le finanze dello Stato, si torna a parlare di una nuova tassa patrimoniale. Infatti, già all'inizio della pandemia è ripreso il dibattito sulla possibilità che lo Stato, perennemente alla ricerca di nuove entrate, possa introdurre una nuova tassa e immediatamente è scattata l'allerta di molti contribuenti. Abbiamo così deciso di dedicare questo podcast della serie Tax Talks a questo tema. Quali sono le probabilità e le condizioni che possa essere introdotta una nuova forma di tassazione di imposta patrimoniale e quale forma potrebbe avere? Ne parliamo con l'avvocato tributarista Marco Cerrato, dello Studio Maisto e Associati. L'avvocato Cerrato ha una forte esperienza in contenzioso tributario nell'ambito del quale ha assistito primari gruppi nazionali e internazionali. E’ autore di numerose pubblicazioni e relatore a convegni in diritto tributario ed è professore di International Tax Law presso l'università Liuc di Castellanza.


Domanda: Buongiorno avvocato Cerrato, grazie molte per aver accettato l'invito a partecipare a questo podcast. Perché allora durante l'emergenza covid-19 si è tornato a parlare di imposta patrimoniale?


Risposta: Si, dunque, c'è stato un interesse mediatico importante sull'argomento innanzitutto che l'evidente fabbisogno finanziario dovuto alla crisi economica, ha subito posto l'interrogativo di come far fronte alle esigenze di gettito e quindi si è parlato inevitabilmente anche di un prelievo patrimoniale perché l'imposta patrimoniale in Italia già c'è perché riguarda alcuni asset finanziari di immobili, ma non è strutturata in maniera articolata come in altri paesi e quindi ci sono stati alcuni economisti, alcuni politici che hanno proposto questo tipo di prelievo. Ci sono stati anche dei sondaggi durante il lockdown, interessante ad esempio uno è di ad swg, che è un importante operatore del settore appunto sondaggi, che ha evidenziato come i cittadini si aspettassero una tassa di scopo sul patrimonio, addirittura il 44% degli intervistati, il 26% parlava invece di un prestito forzoso quindi un obbligo per tutti i cittadini di acquisire titoli di Stato. Poi c' è stato in quel periodo anche un emendamento al decreto legge cura Italia che era previsto un contributo di solidarietà per il 2020/2021 dal 4% al 8% sui redditi superiori agli ottantamila euro. Tecnicamente non è una patrimoniale, ma i media l'hanno dipinta come tale. Poi c'è stata una forte opposizione e questo emendamento è stato ritirato, però questo è per far capire il contesto di quello che è avvenuto in quel periodo e che tuttora è oggetto di dibattito.


Domanda: Bene, ma secondo Lei quali sono i beni sui quali potrebbe essere orientata una possibile patrimoniale? Quali sono le aree su cui potrebbe gravare?


Risposta: Attualmente ci sono delle patrimoniali in Italia che sono l'IMU e l'IVIE, che colpiscono gli immobili con un'aliquota dello 0,76% e poi c'è il bollo IVAFE con lo 0,2% sulle attività di tipo finanziario. Quindi c’è già una patrimoniale e io mi aspetterei che l'interesse primario del legislatore riguardi il risparmio privato italiano perché ammonta a 4,3 trilioni di euro che se lo compariamo al debito pubblico che è 2,4 trilioni, queste sono stime di Banca d'Italia abbastanza recenti, ci fa capire che c'è tutta un'area su cui potrebbe essere innestato un prelievo. Quest'area attualmente è colpita solo dal bollo IVAFE  con lo 0,2%. Quindi, pensando a ipotesi di interventi su questo tipo di ricchezza si può pensare o a un incremento del bollo IVAFE oppure ad altri interventi un pochino più strutturati che possono andare, come dicevamo prima, o da un'imposta patrimoniale spinta su questo tipo di ricchezza o un prestito forzoso spinto su questo tipo di ricchezza. Secondo me gli immobili sono già considerati colpiti e poi politicamente c'è sempre stata una certa ritrosia a colpire ulteriormente, perché gli italiani sono proprietari di immobili e si ritengono insomma già tartassati. E poi ritengo anche la ricchezza invece imprenditoriale non sarà particolarmente tassata con dei motivi patrimoniali perché è una ricchezza quella delle imprese, che viene vista come deputata a creare ricchezza e assumere persone e quindi penso che non sarà oggetto di attenzione.


Domanda: Ma concretamente secondo Lei quali sono i rischi che possono portare all'applicazione di una patrimoniale nelle varie forme che Lei ci ha accennato? Quali sono le probabilità che possono realizzarsi questi scenari?


Risposta: Io premetto innanzitutto che in questo momento non vedo sussistenti questi indici di rischio della patrimoniale, perché ci possa essere un rischio concreto occorrono tre condizioni fondamentalmente.


La prima è il fallimento delle misure di aiuto che sono state attivate a livello nazionale europeo e che invece stanno andando avanti e determineranno risorse importanti per lo Stato che potrà utilizzare per far fronte alle necessità che sono derivate dalla crisi post covid-19.


Un'altra condizione che secondo me deve concorrere è uno stress dei mercati finanziari sul debito pubblico o un arresto delle sottoscrizioni da parte della BCE di titoli del debito italiani, ma mi sembra che la BCE acquisti tutto quello che l'Italia piazza sul mercato senza grossi limiti. E quindi questa condizione al momento non sembra essere sussistente.


E poi l’imposta patrimoniale per essere approvata quantomeno per essere pesante dal punto di vista poi del gettito non può che essere approvata da un governo tecnico. Al momento invece il governo è tutt'altro che tecnico, è un governo politico che vuole andare alle elezioni, che nonostante i litigi tra i partiti mi sembra che voglia andare avanti e quindi mi sembra che l'assenza delle condizioni dopo una patrimoniale al momento debbano far ben sperare chi invece ha paura di questo tipo di prelievo.


Domanda: Quando parliamo di patrimoniale in genere si parla di quanto fu introdotto con il governo Amato, circa ventisette anni fa, di un prelievo forzoso. Però sappiamo che oggi in Italia esistono delle forme di tassazione che tecnicamente assomigliano alla patrimoniale, quindi anzi lo sono come l'IMU, l'IVIE e il bollo IVAFE. Ci può spiegare in conclusione quali sono le diverse tipologie di tassazione a cui si fa comunemente riferimento quando si parla di imposta patrimoniale, magari qualche dettaglio sul prestito forzoso?


Risposta: Si, allora, secondo me schematizzando molto i possibili interventi abbiamo o un incremento delle aliquote patrimoniali attuali che citava prima come l'IMU, l'IVIE il bollo IVAFE quindi l'incremento dell'aliquota esistente, un prelievo straordinario una tantum al prelievo Amato del ‘92 oppure un prelievo ordinario sul patrimonio netto complessivo. Questa operazione anche legislativa è molto più complessa perché bisogna, come in altri Paesi, prevedere dei sistemi di determinazione della base imponibile netta, quindi considerare non solo tutto quello che è oggetto di bollo IVAFE e Imu, ma anche opere d'arte, gioielli per avere un quadro già possibile fedele alla ricchezza complessiva, quindi con difficoltà anche di accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria. La complessità di un'imposta di questo tipo, secondo me milita nel prevedere che una patrimoniale netta complessiva difficilmente sarà approvata, mentre come Lei accennava a questo prestito forzoso, abbiamo avuto in passato svariati esempi, abbiamo avuto nel ‘26, una norma che ha obbligato a sottoscrivere titoli a lunga scadenza da parte dei detentori di titoli a breve scadenza. Nel ‘36 abbiamo avuto una sottoscrizione forzosa dei titoli di Stato da parte dei detentori del patrimonio immobiliare italiano. Poi abbiamo avuto nel ‘93 a carico degli enti previdenziali assistenziali, l'obbligo di versare il 25% dei contributi riscossi l'ultimo triennio sul conto che poi era sostanzialmente a disposizione dello Stato per investimenti. Quando dovevamo entrare nell'area euro nel ‘96 c'è stata un'imposta, l'eurotassa, che comportava l'obbligo di pagare delle imposte che poi sono state restituite limitatamente al 60% delle imposte versate. Quindi c'è una lunga serie di precedenti in Italia sui prestiti forzosi che potrebbe essere in qualche modo utilizzato come base per colpire, torno al tema iniziale, il risparmio privato italiano, cioè questo eventuale prestito forzoso futuro potrebbe essere orientato sul risparmio privato italiano che come dicevamo è di 4,3 trilioni di euro e quindi si potrebbero prevedere delle forme di sottoscrizione dei titoli per chi detiene una ricchezza liquida che facilmente potrebbe essere impiegata per disinvestire in azioni o titoli diversi disegni di Stato, indirizzare su dei titoli di nuova emissione che potrebbero poi portare a obblighi di restituzione. Quindi anche politicamente è una forma di prelievo meno dolorosa rispetto alla classica imposta patrimoniale che determina la spoliazione definitiva a carico dei contribuenti.


Avvocato Cerrato grazie moltissimo per quanto ci ha detto e per il tempo che ci ha dedicato oggi.


Grazie a voi.


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Studio Paolo Gaeta, consulenza tributaria, societaria e patrimoniale in Milano e Napoli. Leader nella pianificazione e protezione patrimoniale e nell’uso del trust interno.

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